Installazione di Redmine – L’appliance VMWare

Il primo dubbio che ho avuto nel testare Redmine ha riguardato l’installazione.

E’ scritto in Ruby, è cross-platform (Linux, Unix, Mac e Windows) e utilizza MySQL, PostgreSQL o SQLite.

La procedure di installazione è completamente dettagliata sul sito però l’idea di dover capire molte cose di questo ecosistema che non conosco mi faceva temere di perdere molto tempo prima di arrivare ad una configurazione di test da cui partire.

Fortunatamente sono già disponibili delle appliance pre-configurate su questi due siti:

Le appliance sono disponibili per VMWare  e per Amazon EC2.
Ho scelto quella di bitnami e ho scaricato la virtual machine per VMWare (circa 500mb) per usarla con Virtual Box.
 
A questo punto ho creato in VirtualBox una nuova macchina virtuale Ubuntu seguendo la sezione “How to start your BitNami Virtual Applicance with Virtual Box“. Se volete usare il vostro DHCP la rete va impostata come bridged.
 
Nel giro di circa 15 minuti mi son ritrovato un’installazione di Redmine perfettamente funzionante.
 
Non male come inizio.
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Project management con Redmine

Una delle prime domande che mi viene posta ogni volta che inizio una consulenza Agile è

Quale strumento di project management ci consigli di usare?

Ovviamente la prima risposta è che i processi Agili privilegiano le persone e l’interazione piuttosto che gli strumenti e consiglio di partire con un progetto pilota usando Excel che tutti conoscono (dal dev fino al business e al cliente finale) in mondo da non introdurre troppa carne al fuoco.

E’ importante notare che il Manifesto Agile dà enfasi a persone e interazione ma non elimina gli strumenti (ci mancherebbe) e quindi l’adozione di un software di project management è indispensabile in qualunque software house, a meno che non si stia sviluppando la gestione DVD del negozio sotto casa.

Tra i vari tool che ho visto dai clienti oppure provato direttamente mi sono imbattuto in Redmine.

redmine-logo

Le caratteristiche sono di tutto rispetto:

  • Supporto multi-progetto
  • Gestione della sicurezza basata su ruoli
  • Issue Tracking system
  • Calendario
  • Gantt (tanto amato dai PM)
  • News, documenti e gestione file
  • Feeds
  • Notifiche via email
  • Wiki per progetto
  • Forum per progetto
  • Time tracking
  • Campi custom per le issue, le time entry, i progetti e gli utenti
  • Completa integrazione con i principali SCM (SVN, CVS, Git, Mercurial, Bazaar e Darcs)
  • Creazione di segnalazione tramite email
  • Autenticazione LDAP
  • Auto registrazione degli utenti
  • Supporto multilingua (italiano compreso)
  • Supporto multidatabase (MySQL, PostgreSQL, SQLite)
Sul sito è disponibile una installazione demo che mi ha molto impressionato e mi ha spinto a provarlo.
La cosa interessante è che sono già disponibili moltissimi plugin per coprire esigenze particolari non implementate direttamente in Redmine.
Ad esempio esiste un plugin per la gestione di un processo tramite SCRUM.
Mi sà che scriverò qualche altro post al riguardo.
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Scusa ma nel tuo lavoro quotidiano non usi gli strumenti migliori? Non metti i dipendenti nelle migliori condizioni?

Qualche domanda, spero retorica:

  • se sei un fotografo usi la Polaroid o una Canon/Nikon reflex di fascia alta? (per par condicio le ho messe entrambe così si evitano discussioni off topic)Utensili Beta
  • se sei un meccanico utilizzi gli attrezzi della Beta o la brugola dell’Ikea?
  • se sei un manager nel tuo ufficio hai 5 server di fianco alla scrivania? L’aria condizionata in fronte? La sedia senza schienale o senza ruote?

E così via, credo che potrei andare avanti per coprire qualunque settore lavorativo.

Ma allora qualcuno deve spiegarmi perché quando giro in aziende che sviluppano software sento e vedo sempre più spesso situazioni del genere seguente.

“Il cliente tipicamente rimane sbalordito dalle caratteristiche del mio portatile”

La brugola, lo strumento simbolo dell'IkeaSi ho un portatile con processore di ultima generazione, tutta la ram che ci può stare dentro e 2 dischi di cui uno SSD.

Non vedo perché dovrei usarne uno più lento visto che ci lavoro sopra 8 ore al giorno, compilo, ci girano i test (hai i test vero?), gira il database, magari qualche macchina virtuale.

Oggi l’hardware ha dei costi veramente irrisori rispetto al tempo che ci fa risparmiare e al minore stress che ci provoca una macchina lenta.

“Ho visto aziende con sviluppatori ammassati su tavoli scomodissimi, piccoli e con sedie rotte o in posizioni infernali (tipo col sole alle spalle o vicino alla rumorosa sala server).

Oppure in cui i dev scrivono il nome sullo schienale perché non ci sono abbastanza sedie per tutti e domani potrebbero non trovarla!”

Ricordo che chi produce software ancora per oggi è un essere umano. La produttività di uno sviluppatore è legata anche all’ambiente lavorativo che lo circonda. Quindi magari può essere utile che non sia troppo rumoroso, troppo caldo, troppo freddo, che la sedia abbia lo schienale, che il tavolo mi consenta di starci sotto senza che abbia un piede del tavolo stesso tra le gambe. Pensate che i dev chiedano troppo? O forse spesso non chiedono perchè per passione o per sovraccarico sono talmente immersi nel lavoro che non ci pensano o per reverenza e pudore non ve lo chiedono.

“Incontro sviluppatori che programmano 8 ore su monitor da 15 o 17 pollici.”

Anche questo è legato alla produttività e alla qualità di quello che facciamo. Un monitor più grande mi consente di avere sotto controllo più informazioni, di facilitare i confronti, di affaticarmi di meno. Tralascio sull’utilità di 2 monitor affiancati…

“Mi serve un software per fare l’attività X. Ne ho trovato uno eccezionale, fatto da una società molto in gamba. Però costa troppo allora uso questa alternativa open-source. Spesso si blocca, non ha documentazione e devo manutenerlo di continuo ma costa zero”

Ecco qui il tema non è la diatriba open-source/closed source ma se esiste un software che mi fa lavorare meglio, produrre di più, ridurre i costi siamo sicuri che il ROI legato al costo di acquisto non sia ben più favorevole di un’altra soluzione? Per non parlare di chi si sviluppa in casa tool che magari sul mercato sono già ampiamente collaudati e ricchi di funzionalità.

A volte prima di parlare di architettura, DDD, Agile, SCRUM che vanno tanto in voga oggi e che piacciono tanto ai PM credo che sarebbe necessario partire dall’abc che ogni imprenditore o manager di qualunque settore dovrebbe conoscere e applicare.

Come fai ad essere Agile su un Pentium?

Come al solito l’informatica è diversa dagli altri settori e come spesso capita questa diversità è in negativo.

Dai che con poco si può fare un grosso salto in avanti!

PS: qualche consiglio pubblicitario per gli acquisti:

  • monitor: almeno 24 pollici, magari 2 monitor
  • Ram: tanta, almeno 4 gb
  • se proprio non volete cambiare il PC o il notebook fate la cosa che oggi ha in assoluto il miglior rapporto prezzo/prestazioni: comprate un disco allo stato solido!
  • un sistema operativo performante e stabile (leggasi Windows 7 se si parla di mondo Microsoft)
  • il migliore IDE che ci sia in commercio (leggasi Visual Studio 2010 se si parla di nuovo di mondo Microsoft)
  • la sedia con le ruotine please!
  • magari spostare i dev dal magazzino ad un ufficio
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Italian Agile Day 2008 a Bologna

Visto che mi stò interessando sempre più ai metodi agili, XP, TDD e compagnia bella ho visto e pubblicizzo volentieri questo evento che si tiene nella mia città (Bologna).

In attesa di partecipare invito tutti a dare un’occhiata al sito dell’evento.

Italian Agile<br /><br />
Day

Riporto anche l’annuncio testuale:

Italian
Agile Day 2008!

Venerdi’ 21 Novembre 2008 si terrà a Bologna il quinto Italian Agile
Day
. Si tratta di una conferenza
gratuita
di un giorno dedicata alle metodologie Agili
per lo sviluppo e la gestione dei progetti software rivolta agli
sviluppatori, project leaders, IT managers, tester, architetti e coach
che hanno esperienze da condividere o che iniziano solo ora ad
interessarsi a queste tematiche.
La giornata ha come obiettivo la conoscenza pratica, le esperienze sul
campo e un attivo coinvolgimento di tutti i
partecipanti. L’accesso è libero previa
registrazione, i posti sono limitati. L’evento, per la terza volta consecutiva, si auto-finanzierà.

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