Anatomia di una User Story card – Retro

Continuo la saga sul tema delle user stories.

Dopo i due post:

vediamo adesso cosa contiene il retro di una user story card.

User-story-back

Ricordo che la User Story parte da una frase che descrive ciò che un utente fa o vorrebbe fare su un sistema o comunque nel suo lavoro quotidiano ed è scritta nel linguaggio dell’utente.

A questo punto le informazioni necessarie e che richiedono un alto livello di visibilità per tutti sono:

  • quali task e attività servono per completare concretamente la storia?
  • quali test devono essere scritti o implementati per garantire il livello di qualità richiesto e soprattutto per verificare con il cliente che la user story è effettivamente completa?
  • quanto manca per finire?

Le risposte a queste tre domande si trovano sul retro della user story card.

I test di accettazione (UAT)

In fase di planning è necessario elencare quali saranno gli User Acceptance Tests (UAT) che dovranno essere implementati per soddisfare questi requisiti:

  • servono in fase di analisi per chiarire ulteriormente le idee al cliente
  • servono a chi sviluppa per poter dire “ho fatto” e spostare quindi la user story card in “Done”
  • servono in fase di Demo Meeting per dimostrare e verificare che la user story è stata correttamente implementata e che l’implementazione fa ciò che ci si aspettava.

L’elenco dei task

Quando la scheda entra in una sprint deve essere già stato analizzato quali sono i passi da compiere per completare la User Story.

Elencando i task si ottengono questi vantaggi:

  • di nuovo viene stimolata la scomposizione della User Story in attività più piccole (ed in questo contesto in attività concrete quali sviluppo di righe di codice, attività di infrastruttura, realizzazione di DB ecc ecc)
  • viene data una stima dei task in ore. Dato che la User Story è già temporalmente limitata, la stima dei task che sono attività dettagliate e ancora più piccole dovrebbe essere più realistica
  • i task possono essere eseguiti in parallelo da sviluppatori (o pair programmer) diversi

Nota bene: è solo in questo contesto che compare per la prima volta il tempo, tipicamente in ore, come unità di misura. Ricordo che fino ad ora la User Story è stata stimata in Story Point e quindi svincolata dal fattore temporale.

La scomposizione in task ed ore e la relativa somma consentono di fare un controllo incrociato con gli Story Point per avere un ulteriore conferma della stima della User Story.

Ricordo sempre che lo spazio sulla scheda è limitato e quindi sia i test di accettazione sia i task non devono necessariamente essere esaustivi ma devono essere un promemoria per stimolare la comunicazione.

Il tempo residuo

Infine la domanda più importante, più frequente e con il maggiore grado di incertezza nella risposta: quanto ci vuole per terminare?

Tutto il lavoro di scomposizione, analisi e stima fatto fino ad ora sulla User Story Card viene riassunto nella somma delle ore residue che viene mostrata nella User Story Card e che deve essere aggiornato ogni giorno (normalmente dopo lo stand-up meeting e può essere fatto dallo Scrum Master).

E’ importante notare che in questa fase non è di alcun interesse parlare di ore lavorate ma di ore residue.

Le ore residue infatti vengono tracciate sul burndown chart e danno un’indicazione quotidiana dello scostamento dalla situazione ideale in modo da poter intraprendere ogni giorno le necessarie azioni correttive.

Ovviamente le ore lavorate sono un’informazione importantissima che deve essere tracciata su sistemi elettronici di Issue Tracking, ma che non incide sulla sprint e deve essere oggetto di analisi in fase di Retrospettiva.

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